Collezione Alunni

Giulio Rosi

Perugino, classe 1990. Ha avuto sin da bambino una
formazione multidisciplinare. Laureato in ingegneria edile-Architettura, da
molti anni disegna e costruisce mobili e modelli di studio, manipolando
direttamente la materia. Curatore di Collezione Alunni, progetto
sull’attualizzazione dell’ebanisteria Umbra di citazione rinascimentale
.

Collezione Alunni

Fatto a mano tempo fa, unico, contemporaneo

Collezione Alunni ha l’ambizione di proporre un punto di vista inedito sull’ebanisteria, recuperando e restauro i  manufatti rimasti incompiuti, realizzati da uno degli ultimi maestri ebanisti umbri. Ne risulta una Collezione fatta di pezzi unici per loro natura. Irripetibili.

L'ultimo dei maestri ebanisti

Vezio Alunni è stato uno degli ultimi maestri ebanisti Umbri. Con il suo lavoro ha ripreso e fatto sua la poetica e lo stile Rinascimentale, lasciando però incompiuti alcuni manufatti.

Elogio della diversità

Vezio lavora con la tecnica della “tarsia a meandro”, tecnica usata sin dal rinascimento, ora andata perduta. (questo fa sì che) non esistono due manufatti perfettamente uguali e ciò è un fatto culturale importantissimo.

Unico, mai uguale

Fatto a mano tempo fa, Unico, Contemporaneo. Un manufatto che racchiude in sé diverse epoche storiche, il tavolo prende forma da elementi appartenenti a tempi diversi

Un'eredità da tramandare

Non esistono due manufatti uguali negli ultimi pezzi della produzione di Vezio. L’ebanista lavora sui tavoli variando per composizione, tipologia di intarsi, fiamma, rendendoli pezzi unici e irripetibili.

Cultural and Manufacturing Heritage

Già da bambino ero solito andare a trovare Vezio nella sua bottega.
Lo trovavo spesso immerso in una polvere di trucioli, resa densa e palpabile dalla luce che filtrava dagli alti lucernari del suo laboratorio, in quel momento era affascinante vedere all’opera l’espressione della sensibilità umana attraverso le mani.
Non potevo certo cogliere il senso e l’interezza del suo lavoro, la perizia tecnica e la precisione, ero comunque incuriosito da quell’uomo e intuivo che nel suo lavoro si celava il germe di un particolare tipo di qualità che va ben oltre gli stereotipi e i facili slogan pubblicitari a cui oggi siamo abituati.
Il DNA di Vezio Alunni è comune a quello dei grandi artisti del passato, ciò che più di tutto li accomuna è una sensibilità per la materia al di sopra del comune, l’approccio umanistico, la dedizione, la ricerca di una propria estetica. Vezio non si rifà solo alla poetica e allo stile rinascimentale, ma fa sua una maniera di fare le cose che è tipica dell’uomo artigiano, divenuta oggi una delle merci più rare.
Io credo che questo modo di lavorare e gli oggetti che produce abbiano un valore aggiunto, e soprattutto facciano parte della nostra identità storica.

Nel corso dei suoi ultimi anni di vita, Vezio disegna e costruisce numerosi piani di tavoli a tarsia, comodini, sedie e trumeau che non saranno mai completati a causa della sua malattia.
La singolarità sta nel fatto che su circa duecento pezzi rimasti non ne esistono due perfettamente uguali, variandone la composizione, le tipologie di intarsi, la fiamma, rendendoli dei pezzi unici e irripetibili.
La mia ambizione è quella di porre l’accento su questo modus operandi, al di là della visione anacronistica, accettando la contaminazione con la contemporaneità, recuperando un’eredità materiale ma soprattutto immateriale ibridata da nuove forme materiali che sappiano esaltare il valore del manufatto e del processo che lo genera.

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