La prima volta che Efrem Raimondi è approdato a Officine ha scrutato lo spazio nei minimi dettagli cercando qua e là la collocazione giusta per le opere tra macchine da cucire, biciclette appese, scene del crimine, muri di pietra e piccole pareti bianche. Ne è nato un percorso espositivo che si disloca tra le nostre postazioni di lavoro.

Un allestimento iconografico di espressività e visioni femminili. Sensibilità ed emotività divergenti. Linguaggi diversi nei formati, nei colori e nei materiali utilizzati.

Efrem è un connubio di dirompenza e delicata cura.

Undici fotografe, uguali ma diverse. UNO SGUARDO FEMMINILE ALLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA: l’esposizione curata da Raimondi è lo SPAZIOFF del Perugia Social Photo Fest 2018. Una fiumana di persone all’inaugurazione del 10 marzo e un flusso continuo nei giorni successivi.

Vi raccontiamo, a modo nostro, tutto quello che c’è, in un itinerario casuale tra piani, stanze e gradinate.

Paola Rossi /// L’INFINITO VIAGGIARE – “Non è un viaggio in particolare. È una storia fatta di luoghi”. Tagli di luci e simmetrie affiorano in camere di hotel, sale da pranzo e autogrill.
Cinzia Aze /// COLLAZE – Il formato polaroid diventa lo spazio dell’immaginario, ritagli di riviste, acrilico, puntine e brillantini compongono “nuove fintissime fotografie, nate senza l’ausilio della macchina fotografica”.
Dana de Luca /// LA PETITE MORT – Esplosione, forza vitale, malinconia e rilascio spirituale. Ci si interroga sull’istante successivo all’orgasmo. Cosa ne rimane immediatamente dopo?
Sophie–Anne Herin /// LA PLONGÈE – È un’immersione in se stessi e il ritorno in superficie, un viaggio che genera cambiamento. Una sagoma bianca irrompe nello spazio nero.
Benedetta Falugi /// DIARY (2009/2016) – “Un diario personale, scritto con immagini al posto delle parole”. Luoghi e persone si connettono agli stati d’animo.
Irene Maiellaro /// SENZA TITOLO – È un invito a muoverci: “Nello spazio di un click io mi muovo”. Un dinamismo mosso.
Laura Lomuscio /// SONO DOVE SOGNO – Sette ritratti femminili, occhi chiusi, mani tra i capelli, bocche serrate o occhi altrove. Il sogno: “Nulla che sia stato visto”.
Iara Di Stefano /// QUALCUNO UNA VOLTA MI HA RICORDATO – “Ha ricordato me. Ed anche qualcosa”. Scorci, dettagli, luci e ombre.
Lisa Ci /// MA DENTRO VOLIAMO VIA, 2016 – “Immagini in bianco e nero in cui l’identità fisica viene deformata dall’ombra”. Lo sguardo fisso di un enorme cavallo bianco.
Tiziana Nanni /// TENERE INSIEME LE COSE – “La memoria è un sentiero di briciole per ritornare dove si è già stati”. Continuità, sovrapposizioni e legami.
Elisa Biagi /// EMERSIONE, 2016 – Affacciarsi sulla soglia del limite e osservare lo stato delle cose. Guardare davanti a sé.

Le foto squarciano le pareti di Officine Fratti, offrendo continue finestre sul mondo.

Oltre alla mostra, abbiamo ospitato a Officine Fratti uno degli appuntamenti del festival, il workshop “Il collage tra arte e psicologia” con Francesca Belgiojoso. Un’intera giornata all’insegna del collage, frammenti di carta ovunque e connessioni esplosive.
Il PSPF ha riempito meravigliosamente il mese di marzo, come fresca aria di primavera.
Grazie al direttore artistico, Antonello Turchetti, che ha portato il festival fino a noi.

Di Elisa Pietrelli