Cinema, idee e coraggio. Le Officine incontrano il PostModernissimo

Perugia, mercoledì 11 ottobre 2017, ore 11 a.m. Entrare in un cinema di mattina è una di quelle sensazioni che non capita spesso di provare, si respira un’atmosfera che ci riporta ai tempi della scuola. Nel foyer del PostModernissimo ci siamo noi di Officine Fratti, giunti qui per conoscere meglio il caso di questo cinema riaperto nel cuore del centro storico di Perugia. Ad accoglierci sono due dei soci, Ivan Frenguelli e Giacomo Caldarelli. All’incontro partecipano anche il responsabile regionale di Legacoop Umbria Andrea Bernardoni e Daniele Pampanelli, disegnatore e art director dell’agenzia di comunicazione perugina Archi’s.
Dopo una nostra breve presentazione del progetto di Officine Fratti e dei singoli partecipanti, Caldarelli prende la parola passando al racconto della storia del PostMod.

Tutto nasce da tre amici con la comune passione per il cinema, una precedente esperienza lavorativa al cinema Zenith e la voglia di creare una nuova sala a Perugia che sia non solo un cinema ma anche “un progetto di comunità, una piazza dove incontrarsi”, partendo da uno studio approfondito delle esperienze analoghe in Europa.
Durante la ricerca del luogo giusto per realizzare il loro sogno si imbattono nei locali inutilizzati del vecchio cinema Modernissimo, chiuso dal 2000, che, per la sua epoca, aveva portato cultura e innovazione nell’intrattenimento cinematografico a Perugia.

Il progetto comincia a prendere forma anche grazie all’incontro con il direttore di Banca Etica e con Andrea Bernardoni; parlando con lui sviluppano un’idea di società, ragionano su business plan e fondi comunitari e in seguito costituiscono un’impresa sociale cooperativa. Partendo da un capitale iniziale molto basso, allo scopo di poter richiedere alcuni finanziamenti, decidono di raccogliere dei fondi tramite l’organizzazione di un crowdfunding sui generis. Non volendo appoggiarsi alle tradizionali piattaforme online utilizzate per questo tipo di raccolta fondi, scelgono di puntare su un approccio diretto e più coinvolgente nei confronti della comunità; aprono quindi un piccolo ufficio su strada nei locali del cinema e lì ricevono tutte le offerte dei futuri soci sostenitori e li accolgono presentando loro il progetto e accompagnandoli nella visita di quello che sarà il cinema per i successivi cinque mesi, cioè la durata dei lavori.

La notizia positiva, come ci racconta Caldarelli, è che “la città ha risposto”.
Infatti in questo modo si è creato una sorta di azionariato diffuso, ottenendo, oltre al raggiungimento della somma necessaria, altri vantaggi. Da una parte la fidelizzazione dei sostenitori nella fase iniziale e il loro coinvolgimento in una forma giuridica con un profilo meno autoreferenziale (tutti i soci devono essere sempre invitati alle assemblee periodiche) e più trasparente, con una finalità collettiva. Dall’altra le quote versate dai soci sostenitori sono andate ad accrescere il capitale sociale, con un effetto moltiplicatore per i prestiti ricevuti dagli istituti di credito.

Il PostModernissimo ha quindi adottato una campagna di comunicazione non convenzionale, che è riuscita a diventare virale e ad arrivare a quanta più gente possibile puntando sull’intento, dal forte valore emotivo, di ridare vita a un cinema che in passato era stato un punto di riferimento per la città. Fondamentali a tal riguardo, sono stati i contributi di Daniele Pampanelli (graphic designer), Matteo Boschi (sviluppatore di siti), Michele Bellucci (ufficio stampa), Laura Fiorucci (marketing territoriale) e del quarto socio fondatore, la “bestia da social” Andrea Frenguelli.

 

I quattro amici riescono così a realizzare il loro sogno: aprire il primo cinema partecipato di Perugia e anche uno dei primi d’Italia, una sala in centro che non è solo un cinema ma un punto di riferimento per la vita culturale della città. I ragazzi – tutti tra i 32 e i 36 anni – sono riusciti a creare un nuovo bisogno, quello di muoversi per andare al cinema non soltanto allo scopo di vedere un film, ma anche solo per fare due chiacchiere: un cinema per giovani gestito da giovani. L’incontro è stato molto stimolante e interessante, tutti gli attori intervenuti ci hanno offerto i loro consigli e illustrato la loro visione, per noi inedita, di Officine Fratti, spingendoci a chiarire quali sono i nostri bisogni e obiettivi e fare in modo che OF non sia solo un contenitore di otto imprese diverse, ma esso stesso un luogo significativo e partecipato per la nostra comunità.

di Elisa Fiandrini e Claudia La Grassa

Lascia un commento

Resta in Contatto

Iscriviti alla Newsletter