Le luci di Officine si accendono e si spengono e la porta è un imbuto di spifferi avventurosi.

Un succedersi di avvenimenti che ci spinge, giorno dopo giorno, a quantificare i passi percorsi. Mesi intensi frammentati tra progetti personali e progetti condivisi.

È accaduto di tutto e il tutto si manifesta con grande vivacità, spunti e riflessioni incominciano a essere un bagaglio ingombrante, ancora informe, ma così denso da incanalarci nel futuro.

 

Giovedì 15 marzo il workshop “Storie di Design” si è svolto all’insegna dell’artigianato di qualità. OspitiMarco Bettiol, autore del libro Raccontare il Made in Italy, e cinque eccellenze dell’artigianato italiano, Daniele Parasecolo, Blueside, Banderari, Black Dioniso e Virginia Severini. Determinazione, orgoglio, prodotti e sfide.

Le domeniche tra pioggia e spruzzi di sole sono state scandite da un groviglio di workshop organizzati da Week Hand negli spazi di Officine, i partecipanti guidati da mani esperte hanno realizzato saponi, borse, sculture in fili di ferro, tele e ricami. Manualità, passione, condivisione e partecipazione.

Durante l’International Journalism Festival, dall’11 al 15 aprile, la Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia ha fatto capolinea a Officine con postazioni redazionali. Interviste, riprese e incontri.

Claudia è tornata nella sua isola, in Sicilia, e ha lasciato la sua postazione a Beste, che è diventata parte del gruppo. Beste Ural Oliva Fonteni ha 31 anni ed è turca. Lavora con la porcellana, con la scultura, con la materia, plasma verso la terza dimensione. Così lo spazio subirà una prima metamorfosi per accoglierla nel migliore dei modi.

La lavagna di Officine è diventata una Star. Venerdì 4 maggio, in occasione del festival di letteratura in lingua spagnola Encuentro, è salita sul palco del cinema Zenith, parte della scenografia dello spettacolo Quando la vita era piena di goal con Neri Marcorè e Fabio Stassi. Un monologo sul calcio, sulle partite mai giocate, sull’amore e sui trofei. La lavagna, arredo scolastico che ritorna costantemente in tutti i nostri locali, ci conduce a un volo pindarico: le sei lavagne di Beuys, custodite a Palazzo della Penna e realizzate il 3 aprile 1980, quando l’artista fu invitato a tenere una lezione a Perugia. Utopie raccontate tracciando segni bianchi su una superficie nera. Tutto ci trasporta verso celesti visioni, le connessioni sono pura energia.

Le consulenze singole e collettive con Andrea Fora, indispensabile formazione per focalizzarci e prendere sempre più coscienza dei nostri progetti, sono una costante di quest’ultimo periodo.

Venerdì 11 maggio abbiamo poi raggiunto Filippo Salvucci e Stefano Rossi a Foligno per visitare il Multiverso, situato in un grande palazzo nel centro della città, vicino agli Orti Orfini e delimitato da un piccolo fiumiciattolo; inizialmente l’edificio era un orfanotrofio, poi si è trasformato in un bordello, e oggi è uno spazio di coworking. Dal cortile del piano terra, gremito di margherite e rose, si aprono aree comuni e stanze su stanze adibite a luoghi di lavoro. Si susseguono scrivanie e sedie, attualmente 12 professionisti lavorano fianco a fianco ma in totale autonomia in campi diversi: grafica, start up, social media marketing…Siamo sempre più sbigottiti davanti alla tenacia che rende i sogni concreti.

Continuano gli appuntamenti da segnare in agenda, da definire e programmare. Non stiamo per niente fermi e anche quando sembra tutto tacere costruiamo ponti di opportunità.

Di Elisa Pietrelli