Perugia e l’artigianato 3.0 – Maria Antonietta Taticchi

In via dei Priori, di recente, il tempo sembra essere passato in fretta. Perlomeno per chi ci capita una volta ogni tanto: nel giro di una manciata d’anni questa strada così cruciale nell’economia dell’intero centro storico di Perugia ha cambiato pelle. Più negozi, più movimento alla luce del sole, meno giri loschi. Buona parte del merito è senza dubbio dell’associazione di quartiere Priori e degli esercenti, con in testa Maria Antonietta Taticchi, che con le sue ceramiche è qui da una vita o quasi, e che nel 2009, dopo un incontro deludente con l’amministrazione comunale, decise insieme a una decina di altri artigiani dell’acropoli di fondare una sorta di consorzio per portare avanti le istanze comuni. ArtiCity è nato così, e otto anni più tardi è ancora un punto di riferimento per gli operatori del settore.

Percorsi guidati nei laboratori, comunicazione integrata, iniziative promozionali in alcune grandi manifestazioni culturali cittadine.

E un sito internet tradotto in inglese e parzialmente in russo che prova a essere più di una semplice vetrina per le botteghe di artigianato artistico raggruppate sotto il marchio ArtiCity. Cuoio, vetro, tessuti, ricami, legno, ceramica: materiali e saperi vecchi quanto molti degli edifici che compongono il saliscendi continuo della città.

“L’immagine storica dell’artigiano è quella di una persona, spesso un uomo, dai lineamenti medievali e duri, che lavora chino nella sua bottega e vive esclusivamente per il suo lavoro e per la realizzazione della sua arte. Un’immagine stereotipata, che non rispecchia lo stato attuale delle cose”, dice Maria Antonietta Taticchi. La sua è una storia fatta di passione e amore per l’arte e l’artigianato. Anni di approfonditi studi, di gavetta, di investimenti, specializzazioni, di ricerca e innovazione sono stati la base e il combustibile della sua impresa.

Ascoltandola appare chiaro come l’artigianato artistico dovrebbe essere una priorità per l’economia di una città come Perugia. “Molti perugini tutt’ora non sanno che esistiamo. E nel 2009, quando è nata ArtiCity, era ancora peggio”. Le associazioni di categoria canoniche d’altronde hanno sempre investito su altre professioni artigiane, che hanno numeri alti, e un peso molto maggiore. Riuscire a mettere insieme gli artigiani perugini sembrava peraltro una sfida impossibile. È questa stessa città a raccontare i suoi abitanti come schivi, chiusi, poco accoglienti e propensi a unire le forze in nome di benefici comuni. Ma evidentemente, e per altri versi lo dimostra anche il fiorire dell’associazionismo nell’ultimo lustro, si tratta di un luogo comune scardinabile.

Le difficoltà restano comunque tante. Perché il mercato dell’artigianato artistico, a Perugia, non è così florido. “È la passione che ci guida. Ma il volume d’affari è piuttosto basso”. La Taticchi si sofferma sul senso primordiale, sull’idea stessa di manufatto artistico.

“Fatico a capire perché la gente non accetti l’idea di spendere qualche soldo in più per oggetti unici, di un valore intrinseco e incontestabile, a fronte dei mille acquisti usa e getta che fa ogni giorno”.

I suoi clienti sono perugini e turisti, “non chiedetemi percentuali, perché non li conto”, molta gente torna da lei a distanza di anni e questo, spiega, è forse il conforto maggiore. Di sicuro la nuova frontiera è l’e-commerce, è la comunicazione on-line, è Facebook, anche. “Nel sito di ArtiCity non si trovano i prodotti in vendita. Per quello si rimanda ai siti individuali, dove, chi più chi meno, ci stiamo attrezzando. Ma sui social network ci stiamo dando da fare, anche grazie al sostegno dei ragazzi dell’università, che vengono da noi a fare le 150 ore”. È stato un successo anche solo far passare l’idea, tra molti artigiani, dell’importanza di prendere confidenza con le nuove tecnologie. Con la rete, col computer. Gli studenti per lo più gestiscono i profili social e i siti, fanno da tramite con una realtà che corre sempre più in fretta.

C’è poi una storia recente che è un caso di scuola. Si tratta di un progetto Erasmus+ nato dal connubio tra imprenditoria artigiana e innovazione, che ha come obiettivo quello di portare l’artigiano nel futuro assicurandogli un consistente bagaglio di competenze. Tramite l’utilizzo di piattaforme on-line, l’aspirante artigiano artistico avrà a disposizione una formazione su più livelli. La storia dell’arte della ceramica, la lavorazione del cuoio e del tessuto, la progettazione di un prodotto di qualità, i trucchi per comunicare il proprio lavoro e inserirsi nel mercato reale e nella share economy: il pacchetto del progetto, ideato da ArtiCity e dal giovane ingegnere esperto di stampanti 3D Giacomo Benedetti, è questo. “Non deve più passare l’idea che per fare l’artigiano non serva altro che un po’ di buona volontà. Acquisire competenze è fondamentale. Serve studiare, prima di tutto, elaborare un progetto proprio, sviluppare capacità tecniche”.

Intanto un altro scopo che Maria Antonietta Taticchi si era posta anni fa, quello di contribuire a far rivivere via dei Priori, sembra raggiunto. Grazie all’associazione Priori di cui è presidentessa, infatti, molti locali rimasti sfitti per parecchio tempo sono adesso diventati sedi di laboratori ed esercizi commerciali, spesso anche di esposizioni temporanee. L’associazione ha fatto da tramite, da garante. “Con alcuni proprietari degli immobili non è stato possibile trattare, altri hanno capito che ridar vita a quegli spazi, al di là del ritorno economico immediato, sarebbe stata un’iniezione positiva per tutto il quartiere”.

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