Dall’inaugurazione è quasi trascorso un mese, la tensione si è sciolta, la pausa natalizia ha donato un meritato riposo e fiammanti energie si sono innescate.

I nuovi arredi e i mobili rigenerati troneggiano nell’ambiente, le strumentazioni conquistano man mano il loro spazio, colori, stoffe, cacciaviti e bulloni profumano d’intatto e vibrano di possibilità. Le otto postazioni di lavoro raccontano chi siamo e cosa facciamo, rilevano le nostre personalità, le paure, le visioni e la bellezza.

Siamo partiti, c’è ancora molto da fare ed è tutto in salita ma vogliamo inondarci di positività.
Perché il progetto germogli dobbiamo aprire gli occhi, le orecchie, usare il cervello e il cuore per accogliere tutte le suggestioni che la città ci donerà. Assimilare e creare splendore.

Se dovessi paragonare Officine Fratti a opere d’arte, di tutti i tempi, citerei:

Il video Broken Fall (organic) dell’artista Bas Jan Ader nato nel 1942 nei Paesi Bassi e scomparso misteriosamente in mezzo all’oceano Atlantico a soli trentatré anni. L’artista esplora il mondo con il proprio corpo, si arrampica su un grande albero, si sorregge con tutta la forza, alcuni istanti e poi cade in acqua. C’è poesia, assurdità, caducità, enigma e comicità.

L’intensità delle campiture cromatiche di Mark Rothko, artista russo (1903 – 1970). Lo sguardo è immerso nella profondità del colore, grandi tele divise in spazi rettangolari, astrazione pura e contemplazione. Le campiture influiscono tra di loro, non ci sono confini ben definiti ma continua interazione e confronto.

Viandante sul mare di nebbia del 1818 di Caspar David Friedrich (1774 – 1840). Un uomo di spalle, solo, che contempla la grandiosità della natura. Infinità e impotenza. Siamo in piena età romantica, sensazioni contrastanti che percuotono l’animo, tormenti interiori: il Sublime.

Se dovessi paragonare Officine Fratti a un aforisma, menzionerei:

“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”, di Confucio.

Se dovessi paragonare Officine Fratti a un brano musicale, segnalerei:
All Together NowThe Beatles

“…Sail the ship, chop the tree
skip the rope, look at me.
All together now…”

L’arte racconta i tanti modi di essere al mondo. Oggi, Officine Fratti è il nostro mondo.

p.s.
Se dovessi paragonare Officine Fratti a un oggetto? Un coltellino svizzero.

Di Elisa Pietrelli