“La mamma mi dice sempre che c’ho i raggi sulla testa”. Il sorriso di Lorenzo Curti è contagioso. Parla di biciclette con amore ma senza l’ombra di fanatismo, parla del suo progetto con pudore ma allo stesso tempo con grande convinzione. Vintage Rust, ovvero come restaurare una bicicletta vecchia, anzi molto vecchia, rispettando fedelmente la sua storia e la sua identità. “Tre anni fa ho visto la bici del bisnonno appesa nel garage. Era una Learco Guerra. L’ho tirata giù e ho cominciato a smontarla”. Poi, al momento di riassemblare i pezzi, Lorenzo ha dovuto rimboccarsi le maniche sul serio. Cercando qua e là nel Web, innanzitutto, e poi chiedendo aiuto a un vicino di casa, meccanico da una vita. “Ha sessantacinque anni, ed è un mio amico. All’inizio è stato fondamentale, ed è ancora prezioso”.

All’inizio quella Learco Guerra del bisnonno ha richiesto un sacco di tempo. “Per sistemarla c’ho messo sei mesi. Poi con le altre è andata molto più liscia”. In meno di tre anni Lorenzo ha rimesso a nuovo una ventina di biciclette. Quelle degli amici, o degli amici degli amici, “perché tutti, anche a Perugia, hanno una bici in cantina o nel garage”, e poi quelle che ha cominciato a cercare in giro. “Cerco di comprarle a poco. Poi ci lavoro e le rivendo on-line”. Lorenzo ha un sito, è presente sui social, le sue bici per ora le ha vendute su Subito.it, magari sbarcherà anche su e-bay, o si farà un negozio on-line. “In prospettiva credo che dovrò lavorare soprattutto così. Sarebbe bello farlo su commissione, così il rischio non c’è. Ma mi pare difficile. Dovrò investire, sperando di riuscire a farmi pagare di più di quanto non faccia finora”. Il margine di guadagno, al momento, infatti è basso. “Considerando un 40% di spese vive, mi rimane troppo poco”.

 

Poco male, perché a ventisette anni Lorenzo vive ancora coi suoi, ai piedi del borgo di Solomeo, e soprattutto un mestiere ce l’ha già. “Faccio il geometra, per conto mio, anche se collaboro con altri studi. E il lavoro c’è, non mi lamento”. Restaurare una bicicletta è come restaurare un’abitazione? “Non c’avevo mai pensato. Però sì, in fondo è vero. Non puoi fare tutto da solo: ti serve un carrozziere, un grafico, a volte un meccanico esperto”. Come Giancarlo Calzoni, il vicino di casa. “Ci chiamiamo ‘soci’, Vintage Rust è anche lui. Anche se ormai il grosso riesco a farlo da solo. Giancarlo rimane però un punto di riferimento importante. Gli faccio vedere sempre il prodotto finito per sentire che ne pensa”.

E a guardare il prodotto finito ci si mette anche lui, di notte, quando porta le bici tirate a lucido nel soggiorno. “Mi ci addormento, a guardarle”. A Officine Fratti pensa come a una vetrina, soprattutto. “La prima fase del mio lavoro, anche volendo, non potrei mai farla qui. Ci sono dei procedimenti inadatti allo spazio: uso materiali tossici, si fa un sacco di polvere, di sporco. Ma già l’assemblaggio si potrebbe fare”. E comunque, spiega, il vero valore aggiunto se lo aspetta dall’aspetto promozionale.

“La risonanza di Officine Fratti, quel che potrà fare il Comune, i canali on-line che verranno attivati o potenziati”. Già la formazione di base, assicura, gli ha “ribaltato il cervello”.

Lorenzo è convinto che Vintage Rust possa diventare un’impresa vera. Di concorrenza, nei dintorni, non ne vede, e a girare per le CicloStoriche su e giù per l’Italia, soprattutto tra Toscana ed Emilia-Romagna, gli è chiaro che un mercato di riferimento esiste eccome. “Dovrò essere bravo a creare nella gente un’esigenza”, dice. Ha già imparato bene la lezione.