E’ la stampa, bellezza. Le Officine incontrano gli operatori del settore

Puntuali come orologi svizzeri per l’ora del tè. Inizia tutto con l’attesa davanti al portone di via Fratti, che poi, a pensarci bene, è lì che si celano tutte le possibilità. In uno dei primi veri giorni d’autunno abbiamo invitato nel cantiere di Officine Fratti Federica Cesarini, Filippo Costantini e Gloria Chiocci. Tutti e tre trasmettono informazione attraverso le parole, si occupano di comunicazione.

Oggi la comunicazione è un flusso ininterrotto di vocaboli che fa da sottofondo alle nostre vite, che sia cartacea o digitale passa attraverso canali imprevedibili, fatti di relazioni, di manifesti pubblicitari, di volantini, di post sui social, di servizi televisivi e radiofonici, di contatti, di persone che aggiungono annunci su annunci. Tutti sembrano avere qualcosa da comunicare, ma, nel mare di notizie, come emergere? Quali sono le dinamiche di comunicazione? Come funziona un ufficio stampa?

In una tavola rotonda, dall’aspetto rettangolare, sistemata al centro della stanza, abbiamo aperto le danze sul tema della comunicazione, dopo una prima presentazione dello spazio, di noi, dei nostri progetti e del percorso di rigenerazione che a piccoli passi stiamo percorrendo.

Federica Cesarini si occupa dell’ufficio stampa di manifestazioni culturali e spettacoli, dal 2010 cura l’ufficio stampa del Festival Internazionale del Giornalismo che si tiene ogni anno a Perugia, tra le varie mansioni elabora comunicati stampa, organizza le interviste e contatta i giornalisti. Ci confida che il suo è stato un inizio casuale, ma ha ben chiara la definizione di ufficio stampa: per lei, serve a comunicare l’impresa e deve mantenere vivo il progetto con notizie e spunti. Per realizzare una comunicazione efficace, ci racconta, la prima azione da compiere è la raccolta delle informazioni relative al progetto. Redatto il comunicato stampa si procede poi con la conferenza stampa, dove sono invitate tutte le persone interessate al progetto, i referenti del settore e i giornalisti, per questo è essenziale costruire rapporti diretti, un invito a tappetto utilizzando mezzi formali e informali. Federica afferma: “C’è qualcosa che accade in modo inaspettato, non c’è garanzia sul successo dell’informazione, non è detta che un comunicato venga sempre pubblicato, non c’è una regola, dipende da diversi fattori”. E la sfida è proprio questa.

Filippo Costantini nel 2010 fonda insieme a Giorgio Vicario Mg2, uno studio specializzato nei servizi di ufficio stampa e social web communication. Emergono nel suo parlare pillole di consigli, che abbiamo saggiamente appuntato nei nostri quaderni. Non promuovere progetti in cui non si crede, avere l’onestà intellettuale di raccontare quello che ci piace, trovare il modo giusto di coinvolgere e interessare, parlare di un particolare se lo riteniamo più efficace per promuovere l’intero progetto, stare nei tempi, capire cosa può funzionare in quel momento, divulgare notizie nuove nel momento giusto! Esseri flessibili nella comunicazione del progetto, mettere in discussione quello che si vuole comunicare per trovare la chiave giusta ponendo l’attenzione su prospettive differenti. La comunicazione passa da diversi canali: internet, stampa, tv, tutti danno visibilità ma se vogliamo comunicare e vendere, prima di tutto, dobbiamo parlare degli aspetti meno commerciali, coinvolgere il lettore ponendo l’attenzione sugli aspetti sociali e culturali del prodotto.

Gloria Chiocci, blogger del Sole 24 ore, vive tra l’Italia e la Spagna, si occupa di giovani e innovazione. Si presenta così: “Non tutto fa storia, non tutte le storie sono buone e valide, io scrivo solo quello che ritengo meriti di essere diffuso. Il compito del blogger è quello di scovare storie da raccontare”. Si sofferma sull’importanza del linguaggio che cambia in relazione al tipo di interlocutore, di comunicare a tutti in modo calibrato, semplice e chiaro. Il suo è un linguaggio mirato ai giovani, utilizza parole chiave, testi brevi e immagini. Ci invita a raccontarci e a raccontare il processo di rigenerazione, siamo per lei otto possibili storie da narrare.

Dopo la carta stampata e il web, abbiamo riflettuto sull’importanza della televisione perché le immagini raccontano e trasmettono messaggi in un modo più rapido delle parole. Dall’incontro emerge e accomuna tutti l’idea che Officine Fratti è una storia dalle mille sfaccettature, può potenzialmente inserirsi in diversi contesti di comunicazione, giornali, riviste, tv. Si può raccontare il percorso di rigenerazione in un articolo, in un’altra testata si può porre l’accento sulle singole imprese e in un’altra ancora focalizzarsi sulle otto identità. Federica, Filippo e Gloria ci consigliano di puntare in maniera mirata ai giusti contenitori. Di concentrarci su riviste specializzate per i singoli progetti perché il destinatario cambia, cambia il tipo di comunicazione. È difficile trovare i contatti ma bisogna osare per promuovere se stessi. Solo alla fine, abbiamo bevuto il tè.

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di Elisa Pietrelli, Giulio Rosi e Lorenzo Curti

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