Una laurea in Statistica, la danza, l’ago e il filo, i bambini. Ordine e creatività. Eleonora Lippi è giovane, ma a sentirla parlare sembra aver vissuto i suoi trentadue anni con un’intensità e una consapevolezza fuori dal comune. A Officine Fratti arriva nel mezzo di un percorso già solido, con idee, esperienza, preparazione. Da Foligno a Perugia, da una casa in cui i suoi giochi per bambini non entrano quasi più allo spazio che potrebbe dare la svolta decisiva alla sua attività.

“Fare le cose a mano mi rilassa. Mi piace vedere prendere forma il frutto del mio lavoro”, dice. È stato così sempre, ma da quando sua madre, cinque anni fa, le ha regalato una macchina per cucire le cose hanno preso una piega diversa. A quel tempo Eleonora lavorava ancora in una grande azienda di San Sepolcro, faceva un lavoro da statistica, perché la sua formazione era quella, un lavoro che avrebbe lasciato non molto dopo: “Mi sono serviti sette anni per capire che non faceva per me. Ma ora sono qui”. Qui a parlare di un progetto già molto ben strutturato. Si chiama Ta Petite, “perché io sono piccola dentro, perché quel che faccio ha a che fare coi bambini, perché suona come una coccola”, l’ha messo in piedi nel giro di un’estate, quella di tre anni fa. Prima cuciva già, e già creava dal nulla pupazzi, cappelli, vestiti, ma era quasi solo un gioco. “Poi mi sono presa una vacanza lontano da tutti, da sola. E ho deciso di provarci sul serio”.


Si è fatta il sito da sola, si è aperta un negozio on-line e ha avviato la sua produzione. Ancora pupazzi, ma anche, e soprattutto, giochi didattici, dai libri tattili ai giocattoli per la crescita cognitiva. “Ho studiato molto. Pedagogia, a partire dal metodo Montessori, e poi tanto Munari”. Ed è su questo versante che vorrebbe concentrare il suo lavoro a Officine Fratti. Va bene l’atelier, “perché lavorare in casa alla lunga è pesante, rischi di non alzare la testa per dodici ore o di distrarti in continuazione”, ma l’idea nuova sono i laboratori didattici. “Mi rendo conto che i miei clienti tengono molto alla personalizzazione dei giocattoli. E allora ho pensato di proporgli di costruirli insieme. Io e loro”. Il target di riferimento, nelle sue intenzioni, sarà eterogeneo: corsi per soli adulti, per soli bambini o per gli uni e gli altri insieme.  

Per ora, spiega, gli affari vanno abbastanza bene. Anche se non le garantiscono un reddito sufficiente alla sussistenza. Ma per quello c’è anche la danza, con la sua compagnia che ogni tanto la porta in giro per il mondo. Per i giocattoli adopera un tessuto organico certificato, realizzato con processi produttivi sostenibili anche socialmente, e come è ovvio Eleonora non finisce mai di aggiungere nuove idee. “Vado per mercatini, ed è lì che incontrando di persona i miei clienti mi rendo conto di quali sono le loro aspettative. E poi c’è il confronto con gli altri artigiani e venditori, che è costante e molto stimolante”. Officine Fratti, da questo punto di vista, sarà un’occasione in più.

“Sì, io credo molto nella collaborazione. Sono certa che nasceranno cose bellissime. Ho già delle idee, ma per ora me le tengo per me”. Nella sua testa, dice, “Officine Fratti sarà sempre pieno di gente”.

E magari, a parte i laboratori e lo spazio per il lavoro vero e proprio, quest’avventura potrà tornarle utile anche su un altro piano. Quello della promozione on-line. “Sono presente in tutti i principali social. È fondamentale, ma anche faticoso. Chi lavora in proprio spesso è costretto a fare tutto da solo, ma se qualcuno potesse offrire un supporto sarebbe fantastico”. Intanto si tratta di ragionare insieme agli altri sugli spazi individuali e su quelli comuni. Eleonora, al pensiero di cominciare, è raggiante. “Vorrei coinvolgere anche gli abitanti del condominio, quelli del quartiere. Le potenzialità di questo posto sono enormi”.