Claudia La Grassa – La mia passione per i pezzi unici

Dai cassetti delle vecchie mercerie di Palermo possono saltar fuori oggetti inimmaginabili. Bottoni, piccoli accessori, di tutto. Claudia La Grassa una volta al mese se li va a cercare con pazienza, un negozio dopo l’altro, e se ne torna nella sua casa di Trapani con un bagaglio pieno delle cose che renderanno le sue borse uniche e irripetibili. “A un anno già disegnavo”, dice lei, ma la vera soddisfazione ormai gliela dà vedere prendere forma la sue borse. Dopo gli anni passati allo Ied di Roma a studiare fashion design, dopo le prime esperienze nella progettazione di moda, l’ideazione delle prime collezioni, Claudia ha imparato a cucire, e ha scoperto che ciò che le piaceva più di ogni altra cosa era quello. Lavorare con le proprie mani, realizzare vestiti e borse. Partendo dalla pelle, a cui ha cominciato presto ad aggiungere un’infinità di applicazioni.

“La prima borsa l’ho fatta su richiesta di un’amica”, spiega. “È stato quasi un gioco. Poi pian piano ho cominciato a prenderla sul serio”.

Riempiendo le sue borse di pezzi di vite passate, la sua e quelle di chissà chi altro. Bottoni, frammenti di giocattoli, fondi di magazzino. “Dal 2014 in qua è stato un crescendo. Prima ho disegnato il logo, poi ho aperto una pagina Facebook, poi un negozio on-line su Etsy.com, quindi sono venuti i mercatini”. Il difficile, come per molti creativi, non poteva che arrivare al momento di strutturare un’idea di impresa. “Non avevo alcuna esperienza in merito, né ce l’aveva mai avuta nessuno in famiglia”. Ecco che il bando di Officine Fratti è quindi capitato come un toccasana. Claudia è convinta che quest’esperienza le servirà a molto. Anche a individuare il target ideale per le sue borse, forse. “In effetti non ce l’ho bene in testa. So che per il momento vendo soprattutto per passaparola, e che la loro collocazione sul mercato è complicata. Essendo fatte a mano sono inevitabilmente abbastanza costose, stanno su una fascia medio-alta, lontane dai prodotti seriali di catena ma anche da quelli di lusso”.

 Poi c’è l’aspetto più immediato, quello del co-working. “Sono molto contenta che siano finite negli otto anche Eleonora ed Elisa Fiandrini, cucire in tre è molto meglio che cucire da sola nel proprio laboratorio domestico”. E poi da Officine Fratti si aspetta visibilità. “La gente potrà venire a vedere le borse o a commissionarmele di persona, questo posto me lo immagino sempre pieno di persone, di eventi, di workshop”. Senza trascurare l’elemento puramente logistico. “Vivere in Centro Italia mi consentirà di partecipare a molti più mercatini, sia nei dintorni che al Nord. Muoversi dalla Sicilia è proibitivo”.

E Perugia? “Mi è piaciuta tantissimo. L’avevo vista di sfuggita nel 1995, a dodici anni, coi miei. Mi ricordavo solo la Rocca Paolina e le scale mobili. Adesso ho trovato una città bellissima, che mi fa sempre pensare a Erice o ai quartieri gotici di Barcellona e Amsterdam, e vivace. Anche solo camminare per strada e riempirsi gli occhi di una bellezza così è fantastico”. Claudia, quindi, vivrà in centro. “Sì, ho già preso casa vicino a Porta Pesa. Così sarò anche vicina a via della Viola, che è un posto meraviglioso, pieno di attività culturali dal basso. In queste settimane mi è parso che molti perugini non riescano nemmeno a rendersi conto di questa ricchezza”.

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