La giornata inizia in totale frenesia, la sveglia non suona, l’idea di affrontare il traffico in superstrada mi distrugge e non ho fatto colazione. Arrivo all’appuntamento con solo 15 minuti di ritardo, un miracolo. Entrare in un posto che si chiama Brand&Breakfast ha un suo perché di mattina, il tuo cervello si aspetta l’odore del cornetto burroso appena sfornato e invece tutto quello che avrai saranno marketing e numeri! Ebbene sì, per gli 8 sognatori di Officine Fratti è il momento di affrontare anche la dura realtà delle previsioni, delle strategie, dei costi sostenibili e dei prezzi impossibili. A farci da Cicerone è l’assessore allo Sviluppo Economico e Progettazione Europea del Comune di Perugia Michele Fioroni, che sa di cosa parla e sa come metterti la pulce nell’orecchio. Ad alternarsi con l’assessore c’è Natale Romano, un consulente manageriale, che ci aiuta a tradurre in numeri ed esempi molto pratici ciò di cui stiamo parlando.

Si parte un po’ in sordina, citando episodi storici di grandi successi o grandi flop di aziende come Sony, Apple e altri mostri giganti che sembrano sempre lontani anni luce dalla tua minuscola attività, che sogni un giorno possa diventare almeno un atomo di quello che è una multinazionale. La storia insegna tanto, è vero, ma non è banale saperla sfruttare a proprio vantaggio e non è banale sapersi muovere nel mercato, soprattutto se invece di uno yacht hai una bagnarola con qualche buco che devi saper tappare all’occorrenza. Ed è questo quello di cui stiamo parlando, saper aggiustare il tiro, saper remare nella giusta direzione, sapere in che porto vuoi attraccare.
E allora ecco che viene in tuo aiuto il marketing mix con le sue 4 P, la scelta di una strategia di prezzo di penetrazione o di scrematura, il business plan, la pianificazione dei costi e soprattutto dei ricavi.

Ma è come avere davanti un software dalle immense capacità e non saperlo usare, serve tempo, applicazione, intuito e determinazione; ti senti al sicuro nella tua piccola dimensione, che conosci e padroneggi, ma sai che per ottenere qualcosa di più devi uscire dalla comfort zone e affrontare il dovere prima del piacere, distaccarti da quello che ti piace e capire quello che il mondo vuole e sta cercando, che a volte non quadra proprio con l’ideale che è nella tua testa.
Il target di riferimento è uno dei primi scogli da superare, cosa sto vendendo, perché e che cosa voglio comunicare, a chi può interessare e a chi no.

I pensieri sono tanti, le domande altrettante e la confusione regna sovrana, anche se sai che lì in alto ci vuoi arrivare, eccome se vuoi. Noi 8 abbiamo tutti una visione romantica del nostro lavoro, ma non si guadagna tanto con la poesia fine a se stessa, soprattutto se quello che scrivi non lo capisce nessuno.

L’idea che un prodotto valga perché piace a te è da superare, e l’ostacolo è alto per chi ha le gambe corte! Quindi nella ricetta aggiungiamo un pizzico di realismo e buon senso e via, mescolare, assaggiare e servire. Non c’è altro da fare, solo mettersi in discussione continuamente e non seguire la ricetta alla lettera, perché il vecchio libro della nonna la sa lunga, ma i gusti cambiano continuamente e anche gli ingredienti che si hanno a disposizione.

L’assessore indaga un po’ sui nostri progetti, sulle falle e sui punti di forza, su cosa va valorizzato e cosa invece potrebbe rappresentare un limite che va assolutamente superato. Di dubbi ne inculca tanti, per fortuna. La palla passa poi a Natale Romano, che prende a campione alcuni di noi per provare a fare una stima cruda dei costi che dobbiamo sostenere in relazione ai ricavi, e poi agli utili, che dovremmo ottenere. Il vaso di Pandora è aperto. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile rendere sostenibile un’attività artigianale, di che prezzi dovremmo applicare al pubblico e a eventuali distributori. La domanda sorge spontanea: “Chi potrebbe mai acquistare i miei prodotti a questi prezzi esorbitanti?” Ok, è artigianale, è fatto a mano, con amore, con attenzione, personalizzato e tutto quello che vuoi, ma al cliente devi saperlo raccontare, devi creare una storia che lo appassioni, e soprattutto devi renderlo consapevole, non solo della difficoltà della manifattura ma anche del valore aggiunto che un pezzo unico porta con sé. Tutto ciò pensando ai numeri! Insomma, 2018: Odissea nel mercato. Usciamo da questo incontro tutto sommato soddisfatti, consapevoli della tanta strada ancora da fare, ma con tanti spunti per migliorare e per muoverci con cautela. Stamattina la mia sveglia personale non ha suonato, ma di sicuro quella degli 8 di Officine Fratti ha fatto un frastuono impossibile da ignorare.

Di Eleonora Lippi