Progettazione Architettonica

L'attualità del disegno

Nel corso del mio lavoro mi sono sempre posto delle domande relative al processo creativo, credendo in una sorta di “attualità della vecchia maniera”. Penso che vi sia un valore aggiunto nello smontare e rimontare gli elementi del progetto attraverso il disegno a mano e la costruzione di plastici di studio. Manipolare direttamente la materia genera percorsi di ricerca e scoperta inediti. Legno, metalli e materie plastiche concorrono a dar forma all’idea progettuale.

le passeggiata architettonica

le coperture a shed

la corte interna

Memoria Storica

è condivisibile e auspicabile preservare e attualizzare un manufatto di archeologia industriale, non solo per il valore estetico e formale che ha in se, ma proprio per la memoria storica che genera nella popolazione.

Costruire nel costruito

Una delle maggiori sfide della contemporaneità è sicuramente quella di rendere accessibili e vivibili le nostre città storiche, sempre più ridotte a mera attrazione turistica. Forme e materiali figli del nostro tempo possono avere un impatto positivo sulla vita delle persone, proponendo un nuovo modo di vivere gli spazi cittadini, valorizzando e proponendo forme inedite di fruizione delle emergenze storiche e culturali che popolano le nostre città. La città consolidata può trovare un valore aggiunto dal dialogo con forme nuove, non anacronistiche.  

La panca di via che prosegue 

L’integrazione con la preesistenza

L’installazione cablata

Spazio Pubblico

L’identità della città storica di Trevi si contamina con nuove forme a servizio della collettività. Una piazza che ospita un mix eterogeneo di funzioni e tipologie di spazi.

La sezione ambientale della piazza

Sociologi, antropologi, fotografi hanno da sempre indagato sulle ragioni e le pulsioni che portano l’uomo ad abitare luoghi e architetture consolidate nel tempo e divenute parte della memoria collettiva e dell’esperienza dell’individuo. Minore attenzione si è data ai motivi che portano l’Uomo ad abbandonare un luogo dove negli anni ha vissuto, lavorato, maturato esperienze che hanno contribuito alla formazione della sua identità, e a ciò che produce questo processo di allontanamento e quindi di mancanza. Quali sono le patologie che investono la città contemporanea? Esistono casi emblematici a definire le modalità di abbandono e i gradienti di percezione e di “investimento di senso” che coinvolgono città, luoghi e architetture in scala decrescente, avendo un effetto diretto sulla memoria di chi li abita. Questo a dimostrazione che il fenomeno è prevalente nella modernità ed è radicato tanto a scala urbanistica e ambientale che a scala locale, architettonica. I luoghi che produce evocano a volte un’estetica del sublime, l’estetica della catastrofe intesa come la potenza o la vastità di un oggetto che potrebbe distruggere chi lo osserva. “L’anima che cambia di fronte alla natura che cambia.

Sociologi, antropologi, fotografi hanno da sempre indagato sulle ragioni e le pulsioni che portano l’uomo ad abitare luoghi e architetture consolidate nel tempo e divenute parte della memoria collettiva e dell’esperienza dell’individuo. Minore attenzione si è data ai motivi che portano l’Uomo ad abbandonare un luogo dove negli anni ha vissuto, lavorato, maturato esperienze che hanno contribuito alla formazione della sua identità, e a ciò che produce questo processo di allontanamento e quindi di mancanza. Quali sono le patologie che investono la città contemporanea? Esistono casi emblematici a definire le modalità di abbandono e i gradienti di percezione e di “investimento di senso” che coinvolgono città, luoghi e architetture in scala decrescente, avendo un effetto diretto sulla memoria di chi li abita. Questo a dimostrazione che il fenomeno è prevalente nella modernità ed è radicato tanto a scala urbanistica e ambientale che a scala locale, architettonica. I luoghi che produce evocano a volte un’estetica del sublime, l’estetica della catastrofe intesa come la potenza o la vastità di un oggetto che potrebbe distruggere chi lo osserva. “L’anima che cambia di fronte alla natura che cambia.

Giulio Rosi

Perugino, classe 1990. Ha avuto sin da bambino una
formazione multidisciplinare. Laureato in ingegneria edile-Architettura, da molti anni disegna e costruisce mobili e modelli di studio, manipolando direttamente la materia. Curatore di Collezione Alunni, progetto sull’attualizzazione dell’ebanisteria Umbra di citazione rinascimentale.

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