Officine Fratti Opening: le Officine vestite a festa

Questo giorno sembrava non arrivare mai e poi eccolo qui!!
Il 15 e 16 dicembre si è inaugurato lo spazio di Officine Fratti: un fine settimana carico di emozioni.
Prima dell'arrivo delle istituzioni diamo gli ultimi ritocchi all'allestimento dei nostri singoli spazi e delle sale.

Dopo mesi a buttare giù idee, selezionarle, rielaborarle, progettarle e realizzarle, dopo innumerevoli momenti di sconforto e stanchezza, è stato emozionante e incredibile vedere come nel giro di un paio di giorni tutti gli elementi siano andati al loro posto e lo spazio abbia preso finalmente forma e carattere, tutti gli sforzi si siano concretizzati e, come dice Eleonora, abbiamo visto “la luce alla fine del tunnel”! Alle 11 tutti pronti per il fatidico taglio del nastro, alle spalle le nostre iconiche immagini, noi otto accanto al sindaco Andrea Romizi e all'assessore Michele Fioroni, solo qualche minuto d'attesa per l'arrivo dell'assessore Dramane Diego Waguè ed è fatta: un susseguirsi di flash di macchine fotografiche e telefoni cellulari a immortalare, come ripeteva Fioroni, “lo sguardo rivolto al futuro”.
Fuori programma, la curiosità del sindaco ci ha portato a fare un piccolo tour delle nostre postazioni: siamo stati i ciceroni di Officine Fratti, finalmente ci siamo sentiti padroni di casa!

Come da programma ci siamo accomodati in sala conferenze, Giulio ha introdotto raccontando il percorso che ci ha portato fino a oggi e tutti e otto abbiamo spiegato brevemente le nostre idee accaldati per l'emozione, tenendo maldestramente il microfono lontano dalla bocca, mentre ci facevano da sfondo i video dei nostri progetti che scorrevano in loop.

Infine gli interventi degli assessori e del sindaco pieni di soddisfazione, ringraziamenti, auguri e speranze. Romizi in particolare ci ha mostrato il suo entusiasmo nel vedere come le nuove generazioni riescano attraverso le tradizioni a portare una ventata di freschezza nella città. È sembrato che tutto questo parlare, presentarsi, scattare foto e catapultarsi su e giù per le scale fosse durato un'eternità e invece è passata solo poco più di un'ora ma a questo punto il buffet era pronto e tutti si sono fiondati con garbo. La tensione si è decisamente allentata. Il pomeriggio è ripartito con un workshop interessantissimo in cui Gaia Segattini, fashion designer e blogger di Vendettauncinetta.com, implacabile e ironica, ci ha appassionato e divertito spiegandoci dove ha portato la comunicazione del nuovo artigianato negli ultimi anni e qual è la strada da percorrere da adesso in avanti.

E cioè la ricerca, l'originalità e lo sdifettamento del prodotto: basta vedere bacheche di Instagram piene di prodotti artigianali uno uguale all'altro! Abbiamo tratto conforto e ispirazione e scoperto come siano aspetti comuni il disagio e la sofferenza intrinsechi nel processo creativo. Non avendone avuto abbastanza ci siamo beccati anche una serie di consigli personalizzati, delle mini-consulenze su misura per noi!

Dopo il meritato riposo siamo tornati sabato alle 18, questa volta per festeggiare, tra drink e musica, circondati dalle nostre creazioni. Ad accompagnarci in questa serata i disegnatori della Biblioteca delle Nuvole Chiara Galletti, Moreno Chiacchiera, Valentina Bolognini e Elisa Calestrelli con le loro magnifiche illustrazioni in estemporanea e Stampelle Press che haserigrafato le borse shopper con il logo di Officine Fratti. Nonostante la pioggia non abbia dato tregua, tante persone sono passate a trovarci, tantissimi i curiosi e altrettanti quelli felici di averci accompagnato fin qui.
GRAZIE A TUTTI!!!!

Di Elisa Fiandrini e Claudia La Grassa


Officine Fratti - Taglio del nastro

 

“Officine Fratti è un progetto per i giovani, fatto dai giovani. Per tale ragione, raramente ho provato un’emozione così grande come quella sentita entrando in questo luogo”. Così Michele Fioroni, assessore allo sviluppo economico del Comune di Perugia, inaugura il nuovo spazio dell'impresa creativa cittadina. 

Uno spazio che rappresenta il volto di una città che parla ai giovani, li coinvolge e mette in relazione l'innovazione con la tradizione creando nuove contaminazioni.  "Rispetto all’artigianato - continua Fioroni - Perugia ha ancora tantissimo da dare, per questo bisogna saper valorizzare le qualità dando continuità alle tradizioni della città".

 

“Vorremmo che i perugini venissero qui alle Officine Fratti non solo per acquistare i prodotti realizzati dai ragazzi, ma soprattutto per ispirarsi; questo luogo rappresenta un’occasione per tutta la città”.

 

Ripercorrendo le tappe del progetto,  Dramane Wagué , assessore alle politiche giovanili del Comune di Perugia, ha sottolineato che si è trattato di un’iniziativa portata avanti da diversi soggetti e, dunque, frutto di un meticoloso lavoro congiunto. 

A chiudere l’incontro istituzionale è stato il sindaco Andrea Romizi che ha confermato la sua personale emozione per l’inaugurazione di un progetto che rappresenta, anche per la stessa Amministrazione, una importante sperimentazione. 

"Ciò che sta accadendo in via Fratti ha l’ambizione di poter essere ripetuto altrove guidato da una comune visione, quella della rigenerazione di spazi esistenti, all’interno dei quali mettere innovazione, idee, talenti e strumenti moderni necessari per competere sul mercato."

“Questo – ha concluso il sindaco – è il luogo non solo dei talenti, ma anche dei valori e dei sentimenti, perché è il simbolo del recupero di un bene che ha una storia. Dunque un luogo identitario che evoca valori etici importanti in cui crediamo molto”.

L'inaugurazione di Officine Fratti ha coinvolto la città in due giornate di scoperta, formazione e grande festa.

Dopo il tradizionale taglio del nastro, gli 8 giovani imprenditori hanno guidato le istituzioni, la stampa e la cittadinanza in un tour delle proprie attività e degli spazi da loro completamente rigenerati con ingegno, manualità ed estro.

Nel pomeriggio, una illuminante Gaia Segattini ha elargito preziosi consigli ad un'interessatissima e numerosa platea, mentre il Sabato è stato dedicato ai festeggiamenti "rock" con un festoso aperitivo accompagnato dalle selezioni musicali di T-Trane Record Store. Due giornate intense, che hanno visto la partecipazione di oltre 400 persone.

Le Officine Fratti sono il nuovo CUORE pulsante dell'impresa artigiana innovativa in città, un CUORE APERTO che vi aspetta tutti i pomeriggi, fino al 24 Dicembre, dalle 14.00 alle 18.00. Fatevi un regalo: andate a visitarle! 

 

Conto alla rovescia. Le Officine si preparano al debutto in società

Il percorso di rigenerazione ha rigenerato anche noi.
La staffetta è iniziata a luglio e siamo ancora in corsa, ma in dirittura d’arrivo.
Un passo dopo l’altro per appropriarci di un luogo dove i sogni si fanno sempre più concreti.
La fatica è diventata per noi, in modo inaspettato, fonte d’inesauribili visioni.
Superare gli ostacoli, saltare, arrampicarsi, tirare la corda, fare forza, siamo diventati una squadra di valorosi ginnasti. È meraviglioso e ha dell’incredibile quello che abbiamo fatto con le nostre mani; motivati, incoraggiati e supportati da tante e tante persone, che è impossibile nominarle tutte.

I vecchi mobili delle scuole perugine oggi hanno una nuova vita.
Armadi, tavoli, cassettiere e vetrine sono stati modellati per rispondere alle nostre necessità: tagliati, scomposti, assemblati e ribaltati. Ogni elemento è inserito nello spazio con accurata progettazione e in sintonia con i nuovi arredi. Fulvio Bertinelli è il “nostro” falegname di fiducia dal sorriso contagioso, la sua falegnameria è a Petrignano d’Assisi e lì la vista del tramonto ammorbidisce ogni animo. I segreti del mestiere sono stati condivisi e tramandati gustando insieme bruschette, vino e tazzine di caffè. Tra una risata e l’altra abbiamo scartavetrato via il tempo donando ai mobili un ammagliante splendore. Le ore in falegnameria sono pennellate di bianco e di grigio, fragranza di cera d’api, polvere nelle narici, il rumore pungente delle macchine, misure su misure, il sole caldo delle tre e il vento gelido della mattina.

Alla falegnameria si è alternata la formazione, molteplici le discipline prese in esame: l’importanza dei social come strumenti di comunicazione; strategie di business; gestione, organizzazione e bilancio; forme giuridiche; sicurezza nei luoghi di lavoro; innovazione; target e mercato. Abbiamo le idee confuse, confusissime! Tutti ci hanno lasciato un patrimonio genetico di input, stimoli, conoscenze da approfondire e sviluppare.

Gli incontri di comunità sono stati una risorsa indispensabile di relazioni sociali e interessi condivisi. Un ritmo continuo di suggerimenti e possibilità.

Gruppi whatsapp, email, telefonate, messaggi, centralini d’informazioni. Abbiamo comunicato e condiviso tutto e così ci siamo, anche, imparati a conoscere:

Lorenzo e la sua posata pacatezza,
Claudia con fili di pensieri in testa e parole sussurrate,
Eleonora dall’instancabile efficienza,
Ester moschettiera di valori contemporanei,
Giuseppe brillante mente aperta,
Elisa dal cuore avventuroso,
Giulio misuratore di elegante qualità,
e io, ossessionata di collage!

Abbiamo fronteggiato le diversità, che sono così tante da spaventarci, forse, in qualche occasione il lume della ragione l’abbiamo pure perso ma prontamente ritrovato insieme.

La porta di Officine Fratti si spalanca al pubblico il 15 dicembre.
La lista di cose da fare per l’inaugurazione è ancora lunga e l’emozione che ci pervade è immensa. Nessuna anticipazione, la trasformazione è in atto.

Di Elisa Pietrelli


Finalisti Officine Fratti

2018: Odissea nel mercato. I ragazzi delle Officine a lezione di marketing

La giornata inizia in totale frenesia, la sveglia non suona, l’idea di affrontare il traffico in superstrada mi distrugge e non ho fatto colazione. Arrivo all’appuntamento con solo 15 minuti di ritardo, un miracolo. Entrare in un posto che si chiama Brand&Breakfast ha un suo perché di mattina, il tuo cervello si aspetta l’odore del cornetto burroso appena sfornato e invece tutto quello che avrai saranno marketing e numeri! Ebbene sì, per gli 8 sognatori di Officine Fratti è il momento di affrontare anche la dura realtà delle previsioni, delle strategie, dei costi sostenibili e dei prezzi impossibili. A farci da Cicerone è l’assessore allo Sviluppo Economico e Progettazione Europea del Comune di Perugia Michele Fioroni, che sa di cosa parla e sa come metterti la pulce nell’orecchio. Ad alternarsi con l’assessore c’è Natale Romano, un consulente manageriale, che ci aiuta a tradurre in numeri ed esempi molto pratici ciò di cui stiamo parlando.

Si parte un po’ in sordina, citando episodi storici di grandi successi o grandi flop di aziende come Sony, Apple e altri mostri giganti che sembrano sempre lontani anni luce dalla tua minuscola attività, che sogni un giorno possa diventare almeno un atomo di quello che è una multinazionale. La storia insegna tanto, è vero, ma non è banale saperla sfruttare a proprio vantaggio e non è banale sapersi muovere nel mercato, soprattutto se invece di uno yacht hai una bagnarola con qualche buco che devi saper tappare all’occorrenza. Ed è questo quello di cui stiamo parlando, saper aggiustare il tiro, saper remare nella giusta direzione, sapere in che porto vuoi attraccare.
E allora ecco che viene in tuo aiuto il marketing mix con le sue 4 P, la scelta di una strategia di prezzo di penetrazione o di scrematura, il business plan, la pianificazione dei costi e soprattutto dei ricavi.

Ma è come avere davanti un software dalle immense capacità e non saperlo usare, serve tempo, applicazione, intuito e determinazione; ti senti al sicuro nella tua piccola dimensione, che conosci e padroneggi, ma sai che per ottenere qualcosa di più devi uscire dalla comfort zone e affrontare il dovere prima del piacere, distaccarti da quello che ti piace e capire quello che il mondo vuole e sta cercando, che a volte non quadra proprio con l’ideale che è nella tua testa.
Il target di riferimento è uno dei primi scogli da superare, cosa sto vendendo, perché e che cosa voglio comunicare, a chi può interessare e a chi no.

I pensieri sono tanti, le domande altrettante e la confusione regna sovrana, anche se sai che lì in alto ci vuoi arrivare, eccome se vuoi. Noi 8 abbiamo tutti una visione romantica del nostro lavoro, ma non si guadagna tanto con la poesia fine a se stessa, soprattutto se quello che scrivi non lo capisce nessuno.

L’idea che un prodotto valga perché piace a te è da superare, e l’ostacolo è alto per chi ha le gambe corte! Quindi nella ricetta aggiungiamo un pizzico di realismo e buon senso e via, mescolare, assaggiare e servire. Non c’è altro da fare, solo mettersi in discussione continuamente e non seguire la ricetta alla lettera, perché il vecchio libro della nonna la sa lunga, ma i gusti cambiano continuamente e anche gli ingredienti che si hanno a disposizione.

L’assessore indaga un po’ sui nostri progetti, sulle falle e sui punti di forza, su cosa va valorizzato e cosa invece potrebbe rappresentare un limite che va assolutamente superato. Di dubbi ne inculca tanti, per fortuna. La palla passa poi a Natale Romano, che prende a campione alcuni di noi per provare a fare una stima cruda dei costi che dobbiamo sostenere in relazione ai ricavi, e poi agli utili, che dovremmo ottenere. Il vaso di Pandora è aperto. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile rendere sostenibile un’attività artigianale, di che prezzi dovremmo applicare al pubblico e a eventuali distributori. La domanda sorge spontanea: “Chi potrebbe mai acquistare i miei prodotti a questi prezzi esorbitanti?” Ok, è artigianale, è fatto a mano, con amore, con attenzione, personalizzato e tutto quello che vuoi, ma al cliente devi saperlo raccontare, devi creare una storia che lo appassioni, e soprattutto devi renderlo consapevole, non solo della difficoltà della manifattura ma anche del valore aggiunto che un pezzo unico porta con sé. Tutto ciò pensando ai numeri! Insomma, 2018: Odissea nel mercato. Usciamo da questo incontro tutto sommato soddisfatti, consapevoli della tanta strada ancora da fare, ma con tanti spunti per migliorare e per muoverci con cautela. Stamattina la mia sveglia personale non ha suonato, ma di sicuro quella degli 8 di Officine Fratti ha fatto un frastuono impossibile da ignorare.

Di Eleonora Lippi


Percorso itinerante lungo via dei Priori. Le Officine incontrano gli artigiani

Le nostre agende in questi mesi sono piene di impegni e i giorni si susseguono con un ritmo incalzante fatto di formazione, falegnameria e riunioni. Così abbiamo deciso di fare una “gita fuori porta”. Non siamo andati molto lontano ma la bellezza è proprio dietro l’angolo.
Mercoledì 22 Novembre, ore 10, appuntamento alle scale mobili del Pellini. Questa volta siamo fuori da Officine Fratti e immersi nel centro della città. Via dei Priori è ripida da togliere il fiato ma custodisce piccole botteghe di artigiani con mani sapienti e animo nobile, per conoscerli e farci conoscere abbiamo gironzolato in su, in giù e a zig zag.

Prima Bottega che invadiamo è al civico n. 74 – Airee Design&Co
Ci accoglie Irene circondata da paralumi, merletti, pietre, cristalli, nastri, orecchini e gioielli. Il suo è un immaginario romantico che ti avvolge al profumo di cannella, ci racconta che non c’è niente di più bello che creare con le proprie mani, l’unico nemico è il tempo che richiede sempre più tempo e toglie tempo.

Seconda Bottega dove entriamo è al civico n. 1 - Anna Barola Italian Jewels
È uno spazio piccolo all’interno dell’arco di San Pietro come sono piccolissime le Fuseruole che Anna utilizza per creare “gioielli d’artista”. La Fuseruola o Fusaiola è di forma sferica e forata nel mezzo, viene realizzata in argilla ed è riccamente decorata a mano. Le perline di maiolica sono pegni d’amore che si trasformano in bijoux.

Terza Bottega dove soggiorniamo è in via Deliziosa – Associazione Apri la Porta
È una vecchia falegnameria rimessa in funzione dove si tramandano i vecchi mestieri. Il pavimento è costellato da polvere di legno e una moltitudine di attrezzi tappezza le pareti. Disegni, morsetti e scalpelli sono disposti con precisione nello spazio ma troneggia tra tutti una macchina da sega del 1903. È un luogo fuori dal tempo.

Quarta Bottega dove dimoriamo è al civico n. 49 – De Sanctis Boutique Sartoria
Si respira un forte legame famigliare che ci conquista e pervade. “Mamma e papà sono macchine da cucire”, afferma Daniela. In questa bottega i capi da uomo subiscono cambiamenti vorticosi, sono creati o riadattati per esaudire ogni singola esigenza. Con trenta ore di lavoro, conoscenze tecniche e manualità… nasce una giacca.

Quinta Bottega dove approdiamo è al civico n. 51 – AleDoro Design
Alessandro e Dorotea progettano e realizzano a 4 mani: mobili, complementi di arredo e arazzi.
Sotto il tavolo da lavoro e in tutto lo spazio si depositano e accumulano pezzi di legno uno differente dall’altro, nell’atto creativo tutto è assemblato in modo impetuoso e vitale, i frammenti di legno acquistano nuova vita.

Sesto spazio che occupiamo è al civico n.28 – 18mq
È uno spazio espositivo, Pietro è un artista, un “catalizzatore di sinergie”, un visionario. Realizza pezzi unici o oggetti multipli. Lo spazio è saturo di estrosità: sculture, quadri, gioielli, lampade realizzate con taniche di plastica e tazze che prendono ispirazione da tubi e lattine. Salutandoci afferma: “Dimenticate tutto quello che avete visto”.

Settima Bottega che visitiamo è al civico n. 37 – Ca D’or Gioielli
Suoniamo il campanello e Ines ci riceve intorno al suo tavolo da orafa. Progetta e realizza gioielli. L’eleganza dell’oro e dell’argento si riflette in tutto lo spazio. Pinza, seghetto, martello e trapano sono disposti sul banco, sono strumenti carichi di energia, pronti a soddisfare richieste e fantasie.

Ottava Bottega dove approdiamo è al civico n. 70 – Materia Ceramica
Antonietta ci accoglie con un forno aperto da cui si intravedono piatti e mattonelle mentre un gatto fa le fusa in vetrina. Le immagini che decorano i suoi manufatti hanno il tipico sapore umbro: solchi verdi, colline, ulivi e frammenti di borghi sperduti. Esploriamo lo spazio e rimaniamo affascinati dai materiali, dalle tecniche e dai processi di realizzazione.

Mancano all’appello l’artigiana Monica Grelli di Mogré al civico n.26, e Anna Fornari - Gioielli d'arte al civico n.30, purtroppo non potevano essere in bottega, ma non mancherà occasione per incontrarci.

Il tour è terminato alle 13 in punto perché a quell’ora gli artigiani posano i loro strumenti, spengono le luci e chiudono i portoni per riaprirli nel primo pomeriggio. Il tempo è volato. Ogni spazio visitato ha arricchito le nostre conoscenze regalandoci impulsi creativi e coraggio d’impresa. Fin ora abbiamo percorso via dei Priori con gli occhi chiusi, i cellulari in mano, correndo per la solita frenesia quotidiana, con poca attenzione e poca cura. Oggi via dei Priori acquista un altro valore… è ricca di magia. Otto sono gli spazi che abbiamo avuto il piacere di conoscere, come otto siamo noi.

di Elisa Pietrelli e Claudia La Grassa


Comunicare un progetto, a partire dalle immagini. Le Officine incontrano gli esperti del settore

Nella frenesia di questi giorni per allestire l'inaugurazione delle Officine Fratti, che avrà luogo il 15 e il 16 Dicembre, una questione appare chiara e fondamentale nella testa di noi otto: saper presentare il nostro progetto attraverso un impatto visivo che non sia banale. Da qui l’idea, quasi spontanea, di incontrare gli amici di Dromo Studio conosciuti durante il nostro primo percorso formativo. Cominciamo a organizzarci tramite messaggi e subito ci vengono proposti da Max Calesini, uno dei nostri coordinatori, altri tre nomi, Agostino Cefalo e Ferdinando Amato di SOS Rosarno che curano la comunicazione social di CULT e Jacopo Castelletti di Community Lab. Dopo vari tentativi di mettere d’accordo tutti, l'appuntamento è fissato: 15 Novembre ore 18.30 a CULT.

Dopo una lunga giornata guardiamo l’orologio e sono già le 18.30. Arrivati a CULT veniamo accolti con grande calore e con una tazza di caffè, che, diciamocela tutta, non guasta mai. Ovviamente caffè equo e solidale. Saliti al secondo piano, aspettiamo qualche minuto che arrivino tutti e senza nemmeno rendercene conto, seduti in cerchio, cominciamo a conoscerci. Le presentazioni iniziano da Giacomo Della Rocca e Marco Del Buono di Dromo Studio, che ci raccontano come è iniziato il loro progetto, cosa è necessario fare per portarlo avanti e il nuovo punto di partenza: il loro primo film. A seguire si presenta Jacopo Castelletti del Community Lab, grafico per professione. Anche lui ci spiega di conoscere bene Officine Fratti avendo partecipato alla prima selezione. È poi il turno dei ragazzi di SOS Rosarno: si presentano prima Agostino Cefalo e poi Ferdinando Amato. Il loro è un progetto sociale che mira a includere gli emarginati e i migranti, a rendere la filiera del cibo sempre più corta e soprattutto più equa e solidale (sospettiamo ci sia proprio il loro zampino dietro il caffè). Priorità al piano sociale e poi a quello economico in sostanza.

Un attimo di silenzio e inizia l’incontro: Federico Giubboni nei panni di nostro tutor chiede ad Agostino, che scopriamo essere tra gli organizzatori di Altrocioccolato, quali sono le priorità per organizzare un evento. Con molta professionalità, nonostante l’informalità dell’incontro, ci interrompe subito, spiegandoci l'importanza di avere una stima del numero di persone che verranno all'incontro, per poi sulla base di questa decidere la strategia andando a guardare il tempo utile per l'organizzazione e il budget, e dove manca l’uno compensare con l’altro.

È importante rendersi conto di quello che si potrebbe riuscire a fare nel tempo a disposizione, delegando tutto il resto.

Prosegue dicendo che è necessario ragionare sul tema che si vuole adottare in modo tale da decidere cosa comunicare e in che modo farlo. Noi ragazzi ascoltiamo con attenzione questi consigli che per quanto possano sembrare scontati in realtà non lo sono per niente, ma al contrario sono risultati fondamentali, poiché nessuno di noi si è mai occupato di grafica e di comunicazione.

Continuando a confrontarci ci viene proposta l’idea di non fare un singolo evento di grande richiamo, ma creare un format di eventi, partendo dall’inaugurazione del posto, per poi proseguire con otto giornate, ognuna dedicata a ciascuno di noi, per darci l’opportunità di presentare singolarmente il progetto individuale. Gli esperti condividono con noi i loro “segreti” e noi, grati di questo, cerchiamo di apprendere quanto più possibile prendendo appunti e ascoltando attentamente. Ci consigliano di fare un brief di comunicazione, cioè una serie di domande, semplici ma significative, a cui rispondere, come ad esempio: qual è il tuo obiettivo? Qual è il tuo budget? Qual è il tuo target? Ci sembra di tornare sui banchi di scuola con la regola delle 5 W, ci sentiamo piccoli, consapevoli di saperne poco, ma con una gran voglia di imparare. L’ultima domanda dà il via a un dibattito formativo: noi osserviamo che i nostri mercati di riferimento sono molto diversificati e che ci risulta difficile trovarne uno comune ma Agostino ribalta questa affermazione. Infatti ci spiegano che avere dei target diversificati è un enorme punto di forza per poter raggiungere un pubblico vasto da invitare a Officine. Ci propongono di allestire una grande parete con i target personali e cercare dei punti in comune tra questi, per poter arrivare a 2/3 target a cui rivolgere la comunicazione.

Su questa linea di pensiero comune interviene Giacomo con un’osservazione: l’evento unisce i vari progetti che nel singolo rappresentano il nostro quotidiano, inoltre prosegue affermando che la forza di un gruppo sta nella comune reinterpretazione di quello che sarà Officine Fratti. Il futuro è d’obbligo: l’inaugurazione, ci spiegano, è un evento che non deve spiegare quello che è stato fatto ma tutto quello che verrà dopo, anche se è difficile immaginarsi cosa diventerà Officine Fratti perché essendo tutti noi dei ragazzi creativi, non sappiamo dove ci porterà l’immaginazione in queste settimane di intenso lavoro. La realtà di Officine Fratti la scopriremo solo fra qualche mese, quando ci troveremo a vivere questi spazi, ma in fondo è proprio questo il bello.

Di Giuseppe Agostinelli, Elisa Fiandrini ed Eleonora Lippi


Officine Fratti Opening

15 e 16 DICEMBRE | OFFICINE FRATTI OPENING

Venerdì 15 e Sabato 16 Dicembre vi aspettano due giorni di grande festa in cui scoprire il nuovo volto di Officine Fratti!

Quanti trucioli di legno voleti nell'aria, quante viti girate, quanti kg di colla e vernice abbiamo spennellato da Luglio scorso? Quanti pomeriggi tra business model canvas e bilanci previsionali? Quanti dubbi, pensieri, esitazioni? E poi invece quante soddisfazioni, scoperte, risate, quante cene in comitiva e pranzi arrangiati in falegnameria?

Nelle giornate di Venerdì 15 e Sabato 16 Dicembre saremo orgogliosi di mostrarvi il risultato di tutto questo, accogliendovi nel nostro nuovo spazio, guidandovi tra le nostre 8 idee che cominciano a diventare impresa. 

 

Officine Fratti Opening - Programma

Ven 15

Ore 11.00 - Inaugurazione

Dalle 11.00 alle 19.00 spazio aperto con workshop e visite

 

Sab 16

Dalle 18:00 alle 23:00 spazio aperto con workshop, visite e PARTY!

 

Dal 17 al 23 Dicembre

Spazio aperto, tutti i giorni dalle 14.00 alle 18.00

 

Vi aspettiamo!